“…con l'arrivo del nuovo millennio, Zhang ha una svolta: vuole che più grandi orizzonti facciano parte del suo cinema e comincia a raccontare e firmare i memorabili wuxia (film d'avventura cinesi). Comincia con il bellissimo Hero (2002), che è uno dei film più costosi della storia del cinema cinese, e che non sarebbe mai arrivato in Occidente se, due anni dopo la sua distribuzione in Asia, Quentin Tarantino (grande estimatore di Yimou) non avesse convinto la Miramax ad acquistare le copie della pellicola per poi diffonderla anche in America. Ma Hero, almeno secondo il suo autore, altro non era che un esperimento portato a buon fine. Infatti, eccolo di nuovo calarsi nello stesso genere firmando il medievale La foresta dei Pugnali Volanti (2004), che bissa il successo di Hero, e che impone Zhang Ziyi a livello internazionale. La trilogia dei wuxia si chiude con La città proibita (2006) dove Yimou torna a dirigere la sua ex compagna di vita Gong Li” (fonte: www.mymovies.it)

Ieri sera ho visto con Paolo “La città proibita”! Direi che è un film dominato da tre colori: giallo oro, rosso e nero con dei toni di azzurro. L’interpretazione di Gong Li mi è piaciuta proprio per la sua capacità di restituire un personaggio (l’imperatrice) molto affascinante e decisamente fiero nonostante viva un dramma. Diciamo che la fotografia fa la parte del leone ed i dialoghi sono piuttosto coincisi ed estremamente “affettati”. Un film sicuramente non leggero ma tutto sommato bello (per gli amanti del genere) che riesce a ritrarre perfettamente il popolo cinese e la sua angosciante efficienza, pacchianeria ed iperattività. Beh, inutile dire che come al solito di domande me ne sarebbero sorte veramente tante, ma questa volta tralasciamo il discorso.
Secondo voi è normale che nel silenzio della sala,
mentre si assiste ad una delle scene teoricamente più drammatiche,
due ragazzi seduti ai posti G4/5 scoppino a ridere fragorosamente?
Non lo so, ma noi l’abbiamo trovata estremamente comica e chissene!





Oggi, anziché passare la giornata noiosamente in casa a fare lavatrici e pulire in giro, sono andato nel mio ex ufficio dove mi attendeva una grande festa in mio onore organizzata dagli ex colleghi! In teoria doveva essere un evento a sorpresa ma, dopo quattro anni passati insieme, era dura per la mia compagna d’ufficio trovare una scusa credibile per farmi passare “casualmente” durante la pausa pranzo! 
