lunedì, 28 maggio 2007

“…con l'arrivo del nuovo millennio, Zhang ha una svolta: vuole che più grandi orizzonti facciano parte del suo cinema e comincia a raccontare e firmare i memorabili wuxia (film d'avventura cinesi). Comincia con il bellissimo Hero (2002), che è uno dei film più costosi della storia del cinema cinese, e che non sarebbe mai arrivato in Occidente se, due anni dopo la sua distribuzione in Asia, Quentin Tarantino (grande estimatore di Yimou) non avesse convinto la Miramax ad acquistare le copie della pellicola per poi diffonderla anche in America. Ma Hero, almeno secondo il suo autore, altro non era che un esperimento portato a buon fine. Infatti, eccolo di nuovo calarsi nello stesso genere firmando il medievale La foresta dei Pugnali Volanti (2004), che bissa il successo di Hero, e che impone Zhang Ziyi a livello internazionale. La trilogia dei wuxia si chiude con La città proibita (2006) dove Yimou torna a dirigere la sua ex compagna di vita Gong Li”  (fonte: www.mymovies.it)

Gong Li

Ieri sera ho visto con Paolo “La città proibita”! Direi che è un film dominato da tre colori: giallo oro, rosso e nero con dei toni di azzurro. L’interpretazione di Gong Li mi è piaciuta proprio per  la sua capacità di restituire un personaggio (l’imperatrice) molto affascinante e decisamente fiero nonostante viva un dramma. Diciamo che la fotografia fa la parte del leone ed i dialoghi sono piuttosto coincisi ed estremamente “affettati”. Un film sicuramente non leggero ma tutto sommato bello (per gli amanti del genere) che riesce a ritrarre perfettamente il popolo cinese e la sua angosciante efficienza, pacchianeria ed iperattività. Beh, inutile dire che come al solito di domande me ne sarebbero sorte veramente tante, ma questa volta tralasciamo il discorso.

Secondo voi è normale che nel silenzio della sala,

mentre si assiste ad una delle scene teoricamente più drammatiche,

due ragazzi seduti ai posti G4/5 scoppino a ridere fragorosamente?

Non lo so, ma noi l’abbiamo trovata estremamente comica e chissene!

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giovedì, 24 maggio 2007

Sempre per la serie “mi faccio male da solo”, questa mattina mi sono sciroppato i due discorsi di apertura della Conferenza Nazionale per la Famiglia in diretta da Firenze! Una frase della Bindi è degna di menzione:

“Una volta un nonno aveva 5 nipoti, oggi un nipote ha almeno cinque nonni!”

Ovviamente non starò qua a commentare quello che si è detto ma vorrei solo fare un apprezzamento alla regia che si è sbizzarrita in riprese e ripresine tanto vertiginose quanto originali, ciniche ed impietose! Io capisco che il salone dei cinquecento di palazzo Vecchio offra ad un regista qualche stimolo in più di un semplice e moderno auditorio, ma non facciamoci prendere troppo la mano! L’inquadratura generalmente partiva dal politico che parlava per poi spostarsi (o addirittura sfumare) piano piano, fino a riprendere non solo le belle tele del Vasari o la statuaria, ma anche i particolari più insulsi! Giorgio mi parla di costituzione e dopo 3 secondi viene ripreso il “cambio gamba” della Pollastrini, si parla di laicità e si stacca sui completini gialli/verdi delle giovani hostess oppure la Rosy parla di riconoscimento delle coppie di fatto e si riprende il colonnino in ombra della balaustrata del ballatoio superiore! Ma si può?!?

corazziere

Una inquadratura però mi ha fatto letteralmente morire per il suo estremo cinismo! Un povero corazziere (sempre lo stesso ovviamente), dovendo rimanere in piedi immobile vestito in quel modo e con il caldo che ci sarà stato in quel salone, grondava di sudore da tutti i pori! La regia, impietosamente, continuava ad inquadrarlo di profilo ad intervalli regolari di 10 minuti circa e facendo cinicamente risaltare non solo i rivoli di sudore che scendevano dalla fronte del poverino, ma addirittura anche le gocce che cadevano dal mento e che si notavano, essendo a favore di luce! Ma che è?

Non è che la quantità di sudore di un corazziere sia importante come la portata d’acqua del Po!

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martedì, 22 maggio 2007

SIlvanaOggi, anziché passare la giornata noiosamente in casa a fare lavatrici e pulire in giro, sono andato nel mio ex ufficio dove mi attendeva una grande festa in mio onore organizzata dagli ex colleghi! In teoria doveva essere un evento a sorpresa ma, dopo quattro anni passati insieme, era dura per la mia compagna d’ufficio trovare una scusa credibile per farmi passare “casualmente” durante la pausa pranzo!

Che dire? Mi aspettavo una cosa abbastanza frugale a base di patatine e Coca Cola in uno degli uffici come per chi è andato via in passato, invece è stata tutt’altro!

Tavolone del salone da ballo imbandito con spumanti, prosecchi, vini di tutti i tipi, bibite, pastine, tartine … insomma, una porcata vera e propria che ha messo a repentaglio la mia linea sempre alquanto precaria! Presenti praticamente tutti i dipendenti (una sessantina), un mega applauso al mio ingresso (emozionantissimo), tante belle parole e tanti baci … ora capisco perché le stars sembrano sempre rincoglionite quando sono ai party! Quando la festa sembrava finita ecco che spunta una busta, dentro alla quale ce ne era un’altra, e poi un’altra ancora ed un’altra più piccola che celava uno dei regali più graditi che potessi ricevere: un buono spesa piuttosto sostanzioso in una famosa libreria veneziana (specializzata nel campo dell’arte, della fotografia e dell’architettura). Bellissimo!

Mancava solo Silvana: “Michele! Nun ce crederai dove ce troviamo quest’ogggi, mannagggia! Sì, Michele!?!”

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lunedì, 21 maggio 2007

Un sabato sera piacevolmente mite! Io, Paolo e Vibe! Cosa si fa? Andiamo a vedere l’Otello messo in scena da una compagnia teatrale locale o andiamo a bere un drink in un locale molto friendly e molto fashion? Secondo voi? Sì, bravi … la seconda!

Arriviamo, si apre il mare di gente fuori come il mar Rosso con Mosè, ed entriamo nel bar diretti al bancone. Un Long Island, un Mohito, un Gin Tonic e cominciamo a guardare intorno l’ambiente; posto carino, stile moderno e sui toni caldi del rosso! Si presentava abbastanza bene, anche se la zona divanetti era praticamente interdetta vista l’alta concentrazione di giovani gay appena maggiorenni, tutta una marca, una lampada, una sopracciglia rifatta ed una parrucchiera! Vabbeh, poco male, a noi basta stare seduti sui trespoli, giusto per guardare in giro comodamente.

Andare in questi locali con Vibe è sempre un’esperienza che va vissuta! Si siede sullo sgabello con viso rivolto al barista, ordina educatamente da bere e comincia a sorseggiare con gusto il suo drink continuando ad osservare i baristi intenti a lavorare e le bottiglie alle loro spalle (chissà perche!). Dopo qualche minuto gli segnalo che in fondo c’è tutto un mondo intorno a lui e che magari dovrebbe almeno buttare un occhio sul maschio che passa. Ok! Vibe capisce e si gira ma, visto che dentro di lui si nasconde una piccola showgirl, anche lo stare seduto su di uno sgabello deve essere uno spettacolo! Ecco, direi che la seduta ricorda molto l’ Alba Parietti dei tempi d’oro, sul trespolo con un accavallamento di gamba da contorsionista.

alba_parietti

In mano tiene il suo Long Island che sorseggia con la cannuccia nera mentre fissa (badate bene, non guarda di sfuggita!) con occhio critico l’esemplare di maschio che passa davanti a lui tanto che spesso serve un provvidenziale “Daiiii Nicola!” accompagnato da una leggera gomitata per distoglierlo. Come Maryl Streep in “il diavolo veste Prada”, dopo ogni passaggio segue il responso, ovvero il suo viso fin troppo espressivo fa capire chiaramente all’interessato se è papabile per un giro in giostra o se è il caso di ricorrere alla chirurgia estetica o, nel peggiore dei casi, ad un miracolo!

Mah, possibile che del centinaio di persone (tolte le donne biologiche) che c’era nel locale

a lui piacesse l’addetto alla security, ad occhio l’unico etero presente?

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venerdì, 18 maggio 2007

katiaevaleria

Anche dal vivo ci sono piaciute tanto!

Certo che saranno alte 150 cm! 

Per chi non le conoscesse suggerisco di vedere questo!)

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